Sul cipresso più alto Tosca Martini e le Altre - 6 APRILE

Il Comune di Cantagallo, Fondazione CDSE e Associazione Altroteatro, in collaborazione con Associazione Per il lavoro e la Democrazia e Anpi sez. Cantagallo presentano: "Sul Cipresso più alto. Tosca Martini e le altre" spettacolo teatrale in due parti - domenica 6 aprile aprile ore 18, teatro capannone di Usella Comune di Cantagallo.

 

Lo spettacolo è liberamente tratto dal libro "Sul cipresso più alto. La storia di Tosca Martini e altre vicende di guerra e resistenza in Valdibisenzio", a cura di Alessia Cecconi e Francesco Venuti, Fondazione CDSE editore, Prato 2013.

FEBBRAIO 2014- Nuovi appuntamenti con la mostra e il docu-film " DI VOCE IN VOCE VIVE LA MEMORIA"

Da Giovedi' 30 Gennaio a Sabato 1 Febbraio la mostra "Di voce in voce vive la memoria" sarà visibile al Circolo "RENZO GRASSI" Di Narnali ,Via Pistoiese 502, e Venerdì 31 Gennaio alle ore 21,00 ci sarà la proiezione del Docu-film .

Dal pomeriggio di Sabato 1 Febbraio  fino a Mercoledì 5 Febbraio la mostra fotografica sarà visitabile presso il Centro Pastorale della Parrocchia di San Pietro a Mezzana, Via dell'Agio 59 ;

Giovedi' 6 Febbraio alle ore 21,00 la proiezione del docu-film presso la "Tenda di Mezzana", Via Ferrucci 607;

Da Mercoledi' 5 a Sabato 8 Febbraio la mostra verrà spostata presso il Circolo "G. Verdi " , via Borgo di Casale 83 , per Venerdì 7 Febbraio è previsa alle ore 20,00 una cena  e alle ore 21,15 la proiezione del docu-film.     Per la cena contattate il n. 0574/812338;

Da Martedì' 11 a Sabato 15 Febbraio potrete visitare la mostra alla Libreria " EMMAUS - I LIBRI DIMENTICATI", la sera di Sabato 15 ci sarà la proiezione del film, alle ore 21,00.

Il Presidente Nazionale dell’ANPI sulla risoluzione del Governo di non modificare l’art. 138:

“Siamo lieti che alla fine – anche se non troppo spontaneamente – abbia prevalso il buon senso, ma mantengo serie perplessità sulle quali ritengo necessaria un'approfondita riflessione da parte di tutti”


Prendo atto della rinuncia da parte del Governo all’iniziativa di modifica dell’art. 138 della Costituzione, che avevamo giudicato molto severamente e criticamente.
Conosciamo tutti le ragioni vere di tale decisione, ma siamo lieti che alla fine – anche se non troppo spontaneamente – abbia prevalso il buon senso. E siamo lieti di avere contribuito a questo approdo con le tante manifestazioni che, soli o con altre Associazioni, abbiamo fatto in questi mesi.
Adesso si parla di riforme costituzionali, ancora una volta, come di una priorità, però – almeno – col metodo previsto dall’art. 138 e quindi su binari costituzionalmente corretti.
Io continuo ad avere serie perplessità:
- sulla legittimazione politica di questo governo e di questo Parlamento a mettere comunque mano alla Costituzione;
- sul fatto che questa scelta sia davvero frutto di realismo; a mio parere, basta guardarsi intorno per capire che occorre mettere mano  prioritariamente ad un vero piano del lavoro ed a misure idonee a risolvere la grave crisi sociale ed a scongiurare gli effetti nefasti della disperazione ed esasperazione di tanti cittadini;
- sull’opportunità di pensare a riforme costituzionali (pur ritenendo necessarie alcune di quelle indicate) in termini di risparmio di spese anziché in termini di funzionalità o comunque in un quadro che corrisponda ad entrambe le esigenze.
Continueremo ad essere vigilanti e ad esercitare il nostro diritto alla critica, sempre costruttiva e mai associabile al disfattismo ed alla volontà distruttiva di quanti, in realtà, pensano solo agli interessi propri e non all’interesse generale.
Continueremo a fare diffusamente opera di conoscenza e di informazione sulla Costituzione e sui valori che essa esprime, considerandola sempre l’unico vero faro che può guidarci nelle temperie che sta attraversando il Paese.
                                                                                                                                                                                                Carlo Smuraglia - Presidente Nazionale ANPI
Roma, 12 dicembre 2013

Di voce in voce vive la memoria

Grande successo di partecipazione per la mostra videofotografica " DI VOCE IN VOCE VIVE LA MEMORIA" , che si è svolta in Piazza del Comune, sia nella giornata inaugurale che in quelle successive.

 

Quanto realizzato è un contributo importante da trasmettere alle generazioni future perchè non venga dispersa la memoria  e il patrimoniuo di informazioni trasmesso da chi ha vissuto in prima persona quei giorni difficili nei quali è nata la democrazia.

 

 

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Aspettando il 6 Settembre

Giardino Buonamici 3 Settembre 2013

Martedi' 3 Settembre alle ore 21 per la rassegna "OLTRE IL GIARDINO" organizzata dalla Provincia di Prato, si terrà la presentazione del volume "Storia dell'antifascismo pratese (1921/1953)" presso il Giardino Buonamici della Provincia di Prato.

Coordina l'incontro Marco Palla, storico e curatore del volume insieme a numerosi autori e il Presidente dell' ANPI di Prato Ennio Saccenti.

2 Giugno 2013 - Consegna della Costituzione ai diciottenni

L'A.N.P.I. di Prato, in collaborazione con i Comuni della Provincia di Prato, Domenica 2 Giugno provvederà alla consegna della Costituzione a tutti i diciottenni.

Questo il programma:
Comune di Carmignano ore 11,30 Salone Consiliare;
Comune di Montemurlo ore 11,30 Salone Consiliare;
Comune di Vernio ore 11,30 Salone Consiliare;
Comune di Prato - Circoscrizione Est ore 11,30 Salone Consiliare;
Comune di Prato - Circoscrizione Nord ore 11,30 Salone Consiliare;
Comune di Prato - Circoscrizione Ovest ore 11,30 Salone Consiliare;
Comune di Prato - Circoscrizione Sud ore 11,30 Salone Consiliare;
Comune di Prato - Circoscrizione Centro ore 11,30 Piazza del Duomo ( al termine della celebrazione del 2 Giugno);

Nel pomeriggio, con inizio alle ore 17,00, nell'ambito delle manifestazioni per la celebrazione della "Festa della Repubblica" la Provincia di Prato organizza nel "Giardino Buonamici" la lettura degli articoli della Costituzione .
L' A.N.P.I. sarà' presente con 8 persone, insieme ad altre Associazioni, amministratori ed altri esponenti della cultura pratese.

 

Il governatore del Lazio Zingaretti sospende il finanziamento per il mausoleo a Graziani

Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, sospende il finanziamento per il mausoleo a Graziani.
“Ho chiesto - spiega in una nota - agli uffici regionali di sospendere il finanziamento concesso al Comune di Affile, originariamente destinato al ‘completamento del Parco Rodimonte’ e alla ‘realizzazione di un monumento al soldato’, cioè al milite ignoto. Il Comune impropriamente ha poi deciso di dedicarlo a Rodolfo Graziani. A parte le palesi violazioni rispetto all’utilizzo del finanziamento pubblico, la nostra amministrazione non avallerà mai qualsiasi tentativo di distorsione o falsificazione della memoria storica, tanto più nel caso di una figura come quella del generale Graziani, su cui la storia ha già emesso da tempo il suo giudizio: per i crimini di guerra compiuti nel corso dell’aggressione coloniale nei confronti dell’Etiopia, con l’uso di gas, bombardamenti indiscriminati e rappresaglie contro la popolazione civile, con la costruzione di campi di concentramento, con la reclusione coatta delle popolazioni nomadi; per il suo sostegno indiscusso al regime fascista e al proseguimento della guerra affianco alla Germania nazista fino all’ultimo giorno nella Repubblica di Salò; per il suo apporto convinto alla guerra civile contro la Resistenza, da cui mai prese le distanze e che gli valse una condanna a 19 anni di reclusione con l’accusa di collaborazionismo, mentre rimasero pendenti i suoi trascorsi in Africa e le accuse di crimini contro l’umanità a lui rivolte da più parti".
"Già sei mesi fa - ricorda Nicola Zingaretti -  quando non ero ancora presidente della Regione, avevo chiesto un passo indietro. A questo punto non possiamo che prendere atto della palese illegittimità del comportamento del Comune di Affile, sospendendo l’erogazione del saldo di 180mila euro per la realizzazione dell’opera fino al ripristino della proposta progettuale originariamente finanziata. Questo vuol dire apportare delle modifiche strutturali al monumento e intitolarlo come originariamente concordato ‘al soldato’, facendo scomparire qualsiasi riferimento a Rodolfo Graziani e cancellando questa provocazione, che rappresenta non solo un atto scorretto dal punto di vista legale e amministrativo, ma un’inaccettabile offesa alla libertà, alla democrazia e alla memoria di tutti gli italiani”.

Domenica 17 Febbraio - L'A.N.P.I. al Circolo Quinto Martini di Maliseti

Continuano gli incontri organizzati dall'ANPI di Prato volti a ribadire l'importanza del diritto al voto, conquistato con sacrificio dai nostri padri.

DOMENICA 17 FEBBRAIO DALLE ORE 15,30 l’ANPI di Prato sarà al Circolo Quinto Martini ,Via Montalese 338 - Maliseti, per un’iniziativa a favore della partecipazione al voto del 24 - 25 Febbraio.

Potrete visitare inoltre una mostra fotografica relativa alle elezioni che si sono svolte a Prato.

Partecipate numerosi.

VOTARE E' LIBERTA'" - Venerdi' 1 Febbraio 2013

 

L'A.N.P.I. , con il patrocinio della Provincia e del Comune di Prato, organizza presso i locali della Provincia di Prato il giorno Venerdi' 1 Febbraio alle ore 18,00, il convegno " VOTARE E' LIBERTA'" ,con la partecipazione di LUCIANO VIOLANTE e MAURIZIO FIORAVANTI.

Tale incontro si pone l' obbiettivo di una riflessione sull'art. 48 della Costituzione , sull'importanza del diritto-dovere del voto e del sacrificio di chi ha lottato per regalarci la democrazia. 

Partecipate numerosi

18 novembre - Giornata Nazionale del tesseramento

Domenica 18 Novembre l'ANPI di Prato sarà presente in Via Pugliesi, angolo Via Garibaldi con un gazebo con il quale illustreremo la nostra attivita', in occasione della giornata nazionale del tesseramento.

Vi aspettiam numerosi 

ANPI SI al referendum sull'art.18

L'Anpi: sì al referendum sull'articolo 18


L'Anpi dice sì alla proposta di referendum sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Spiega la segreteria nazionale: "Il Paese oggi più che mai ha bisogno di tutele e garanzie fondamentali per chi lavora. Gli strumenti per ottenere ciò sono molteplici e tutti legittimi, sicché è condivisibile l'obiettivo perseguito dai promotori del referendum".
Premessa: è stata presentata una proposta di referendum sostanzialmente per il ripristino del testo originario dell'art. 18  e per l'abrogazione dell'art. 8 della legge 13.8.2011 n. 138, soprattutto nella parte in cui si consentono deroghe al contratto collettivo nazionale in virtù di accordi contrattuali di minor livello.
"L'Anpi - si anticipa - non ha bisogno di ricordare che su questi temi si è pronunciata ripetutamente, contro le iniziative legislative di cui oggi si chiede l'abrogazione, ribadendo la propria convinzione che ragioni fondamentali di principio dovrebbero impedire di modificare norme che appartengono da tempo alla struttura ed ai fondamenti del diritto del lavoro, corrispondenti a precisi diritti dei lavoratori, che li hanno conquistati a prezzo di lunghe e dure lotte".
"Siamo dunque convinti - si aggiunge - che esiste davvero la necessità di tornare alle formulazioni ed ai princìpi originari, tanto più preziosi ora in quanto attraversiamo un momento difficile della vita del nostro Paese; ed è in occasioni e in periodi come questi che vi è più che mai bisogno di tutele e garanzie fondamentali per chi lavora".
"Gli strumenti per arrivare a risultati positivi sono molteplici e tutti legittimi - si precisa - sicché è condivisibile l'obiettivo perseguito dai promotori del referendum,  per quanto riguarda i due quesiti sopraindicati, così come resta forte la speranza che il governo che uscirà dalle imminenti elezioni possa e sappia intervenire ripristinando quanto è stato tolto ai lavoratori, ai cittadini, al diritto del lavoro".
"Ovviamente - si sottolinea - l'Anpi non vuole e non può entrare nella diatriba tutta politica sull'opportunità e sull'idoneità, in questa delicata materia, di un referendum, che peraltro dovrebbe tenersi, se ammesso, soltanto nel 2014".
"Gli iscritti e le organizzazioni periferiche - conclude la Segreteria nazionale dell'Anpi - in piena libertà assumeranno ogni opportuna decisione al riguardo, considerando quanto scritto nel documento approvato dal congresso nazionale del 2011, nel quale si ribadisce l'impegno a respingere ogni tentativo di sovvertire princìpi e regole che sono previsti a garanzia della libertà e dei diritti dei cittadini e dove ancora si afferma che per garantire una forte stabilità sociale ed economica al Paese occorre attuare pienamente i princìpi costituzionali in materia di lavoro, cambiando la legislazione vigente che ha ridotto diritti e garanzie per i lavoratori".

Sabato 13 Ottobre a Cantagallo "PER NON DIMENTICARE"

 

Sabato 13 ottobre 2012, ore 15.30 Luicciana (PO), Palazzo Comunale

 

 

 

 

Il Comune di Cantagallo, l'ANPI sez. di Cantagallo e la Fondazione CDSE vi invitano alla giornata "Per non dimenticare. La Linea gotica nei boschi di Luicciana e Cantagallo".


Un'iniziativa tra storia e memoria con l'introduzione storica del prof. Francesco Venuti, la presentazione del progetto "Mappe della Memoria" e la proiezione del video Le ferite del bosco. In cammino sulle tracce della linea Gotica, realizzato da Gioele Scavuzzo con Nello Santini e la collaborazione di Giulia Toccafondi.
 

Partecipate numerosi

ASPETTANDO IL 6 SETTEMBRE - Figline 4 - 5 Settembre

Come consuetudine anche quest'anno la Circoscrizione Nord, il Museo della Deportazione e Resistenza e l' A.N.P.I. provinciale di Prato organizzano due iniziative, in piazza 29 Martiri di Figline, in attesa della celebrazione del 6 settembre, giorno commemorativo dell'eccidio di Figline e della Liberazione di Prato.


Il primo appuntamento è martedì 4 settembre alle ore 21.00: dopo i saluti di Mario Barbacci vice-presidente Circoscrizione Nord, Goffredo Borchi vice-sindaco Comune di Prato, Marco Romagnoli presidente Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza e Ennio Saccenti presidente ANPI provinciale di Prato, seguirà la presentazione del film "L'ultima corsa" promosso dall'A.N.P.I. in collaborazione con la Scuola di Cinema Anna Magnani di Prato, per la regia di Massimo Smuraglia, che ha curato anche la sceneggiatura insieme a Ilaria Mavilla

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Mercoledì 5 settembre alle ore 21,00 il concerto di "Tuscae Gentes", promosso dalla Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato; la formazione toscana, nata da un'idea di Daniele Poli, è composta da straordinari musicisti provenienti dalle più svariate esperienze musicali, in Italia ed all'estero, sarà eseguito per la prima volta a Figline il 'Canto dei 29 martiri'.
In caso di maltempo le iniziative si svolgeranno alla sala conferenze della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza (Figline di Prato, via di Cantagallo 250) con ingresso libero consentito fino ad esaurimento posti.


Info: Circoscrizione Nord tel.0574.697711 - Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza tel. 0574.461655

Commemorazione dei Partigiani caduti 11 giugno 1944 a Poggio alla Malva

Ecco il programma di iniziative organizzate per l’anno 2012 dal Comune di Carmignano in collaborazione con: Comitato “11 Giugno” Poggio alla Malva, Circolo “A. Naldi” Poggio alla Malva, Circolo “11 Giugno” Carmignano, Gruppo Emergency Prato, Associazione Frammenti di Memoria, ANPI Prato.

giovedì 7 giugno

ore 21,15 Poggio alla Malva | Circolo “A.Naldi” presentazione del volume “Storia dell’antifascismo pratese 1921-1953”

Partecipano:
Ennio Saccenti, presidente ANPI Prato,Marco Palla, docente di Storia Contemporanea UNIFI e saranno presenti gli autori dei saggi:Alessandro Affortunati, Nadia Barducci, Camilla Brunelli, Andrea Giaconi, Giuseppe Gregori, Enrico Iozzelli, Matteo Mazzoni, Antonello Nave, Francesco Venuti

sabato 9 giugno

Commemorazione ufficiale alla presenza delle autorità
ore 20,15 Artimino | via 5 Martiri | ore 20:15
deposizione corona di alloro al Cippo dei Martiri

ore 20,45 Poggio alla Malva | piazza Naldi
Fiaccolata fino al Cippo dei Caduti
Nel ricordo di Ariodante Naldi, Bogardo Buricchi, Alighiero Buricchi, Bruno Spinelli
Accompagnata dalla Filarmonica “G. Verdi” di Bacchereto
domenica 10 giugno
ore 10,00 Poggio alla Malva | Chiesa di S. Stefano
Santa Messa in suffragio dei partigiani caduti

lunedì 11 giugno
ore 10,00 Carmignano | Cimitero di Carmignano
Santa Messa in suffragio dei partigiani caduti
deposizione corona di alloro al Cippo di Bogardo Buricchi

ore 21,15 Poggio alla Malva | Circolo “A.Naldi”
“Guerre di ieri e Guerre di oggi”
incontro con:Paolo Busoni, storico e Giuseppe Gregori, presidente Associazione per il lavoro e la democrazia - Prato, Mauro Loreti, partigiano combattente
coordina Walter Fortini

Presentazione del primo volume della STORIA DELL'ANTIFASCISMO PRATESE

VENERDI' 1 GIUGNO 2012  alle ore 21,30 presso il GIARDINO BUONAMICI – PROVINCIA DI PRATO – P.za Buonamici l'ANPI diu Prato vi invita alla presentazione del libro
“STORIA DELL’ANTIFASCISMO PRATESE – 1921 – 1953”

Partecipano:
Ennio SACCENTI- Presidente dell’A.N.P.I. Provinciale di Prato
Prof. Marco PALLA – Coordinatore della Pubblicazione – Docente di Storia Contemporanea dell’Università
di Firenze


Saranno presenti gli autori dei saggi: Alessandro Affortunati, Nadia Barducci, Camilla Brunelli, Andrea
Giaconi, Giuseppe Gregori, Enrico Iozzelli, Matteo Mazzoni, Antonello Nave, Francesco Vanuti.


Coordina l’iniziativa: Laura Antonelli, segretaria del coordinamento della Ricerca e della Produzione per
conto dell’A.N.P.I. Provinciale di Prato.

Ci ha lasciati Didala Ghilarducci

"Didala ci ha lasciati. Lo abbiamo appreso tutti - si legge in un comunicato del Comitato nazionale dell'Anpi - con profondo dolore ed emozione"
.
"Abbiamo perso una donna, un’amica, una compagna davvero straordinaria. Un cuore di memoria e tenerezza di cui ognuno di noi porterà tracce vive nel proprio cammino e impegno quotidiani. Vive, perché Didala Ghilarducci ha portato vita negli occhi in ogni istante: il suo amore perso in gioventù, raccontato e regalato a chiunque avesse davanti, il dovere della testimonianza, per tante ragazze e ragazzi che ha incontrato nel corso di decenni, il suo attaccamento profondo per un’Associazione, l’ANPI, che ha curato, cui ha dato forza e capacità di incidere nel tessuto sociale e politico".

La nota così prosegue: "La passione civile, il legare ogni pensiero e passo alla necessità del cambiamento, dell’adeguamento reale del proprio Paese alle sue radici: Antifascismo, Resistenza, Costituzione, per cui non smetteva, anche in momenti duri della vita della nazione, di dire “ne è valsa la pena”, di essere sempre presente laddove ci fosse bisogno di una parola, di quelle che solo le partigiane e i partigiani sanno dire, prendendo tutti per la coscienza. E Didala non si è mai tirata indietro".

"L’ANPI si stringe attorno al dolore dei familiari e degli amici del Comitato Provinciale di Lucca e della Sezione di Viareggio. E desideriamo concludere questo nostro ricordo proprio con le sue parole, riportate in un recente scritto: “A volte mi viene da pensare che ho pagato, come tanti, un prezzo altissimo per questa Italia nuova. La sera rivedo i volti dei ragazzi di un tempo che oggi non ci sono più e penso che se fino a oggi ho continuato a impegnarmi per la libertà e i diritti è per rimanere fedele a loro e a quegli ideali che ci facevano sentire dalla parte giusta e ci facevano superare la paura. Allora mi sembra di sentire la mano di Chittò sulla spalla e mi viene da piangere di dolcezza”. Ciao cuore di Resistenza".

Anche il Sindaco di Stazzema, Michele Silicani, ha ricordato Didala Ghilarducci, presidente ANPI provinciale di Lucca.
“La notizia della scomparsa di Didala ci ha colpito profondamente, poiché ancora una volta, come tantissime altre, Didala era stata con noi a Sant’Anna di Stazzema in occasione del 25 aprile, la Festa della Liberazione, la Festa dei partigiani, la Festa dell’Italia risorta dall’occupazione nazifascista. Due giorni fa siamo stati per l’ennesima volta testimoni delle parole di Didala, che ci hanno riportato all’essenza del 25 aprile, ovvero alla celebrazione dell’orgoglio dell’Italia che ha saputo resistere e ribellarsi ad un nemico autoritario e sprezzante della vita, cui i partigiani  seppero opporre la forza degli ideali e della ragione pur nelle mille difficoltà della vita in montagna. Fu lo scontro tra una ideologia del dominio, cui si oppose quella più forte della libertà che alla fine ebbe la meglio. E Didala nel suo breve intervento di due giorni fa è come se  avesse passato il testimone a noi sindaci della Versilia che ci eravamo riuniti a Sant’Anna, ai tanti giovani presenti per festeggiare il 25 aprile e a tutti coloro che hanno assistito alle celebrazioni e che ancora una volta hanno avuto una lezione di semplicità e integrità morale. Mi faccio portavoce del saluto ad una grande figura da parte mia, come cittadino, come antifascista e come Sindaco della mia Comunità, del Vice Sindaco Maurizio Verona, della Giunta Comunale di Stazzema, del Comitato per le Onoranze ai Martiri di Sant’Anna, del personale dell’Ufficio Cultura del Comune di Stazzema, degli operatori del Museo Storico della Resistenza e del Parco nazionale della Pace. Ci mancherai, Didala: cercheremo di portare avanti le tue battaglie e il tuo messaggio”.

21 Aprile Prato "ASPETTANDO IL 25 APRILE"

L'ANPI di Prato ti aspetta Sabato 21 Aprile, nel pomeriggio, in Piazza Sant'Antonino.

Rifletteremo insieme sull'attualità dei valori della resistenza.


Sarete allietati dalla nostra musica e da letture di brani significativi a cura del gruppo IPAZIA.

Intervista al Manifesto di Carlo Smuraglia sull'Art.18

Senatore, componente del Csm oggi presidente dell'Anpi, Smuraglia è autore di numerose opere sul diritto del lavoro. Memoria storica fondamentale per il paese, avverte: "Stiamo tornando indietro"

Partigiano combattente, professore all'Università di Milano, presidente della regione Lombardia, senatore, componente del Csm e oggi presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia, classe 1923, è soprattutto un maestro del diritto del lavoro. Fondamentale il suo commento allo Statuto dei lavoratori del 1970.

Professore, gli entusiasti di questa annunciata riforma del mercato del lavoro parlano di «fine di un'epoca», l'epoca cioè del «consociativismo». Siamo davvero a un passaggio storico?


Si può parlare di fine di un'epoca ma solo nel senso che si torna indietro. Cancellando a cuor leggero un principio per il quale si è combattuto per anni, e con ragione. L'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è il frutto di una stagione di lotte, ma anche del fallimento della legge sul licenziamenti del luglio 1966. In quella legge si prevedeva, appunto, che anche nel caso di licenziamento ingiustificato riconosciuto come tale dal giudice, il lavoratore aveva diritto esclusivamente al risarcimento economico. La grande novità dell'articolo 18 fu il diritto al reintegro. Oggi torniamo al '66.


Quanto fu difficile l'introduzione del principio dell'articolo 18 nello Statuto dei lavoratori?


Ci fu una discussione accesa in parlamento e ci furono forti pressioni contrarie degli industriali, ma fu soprattutto alla luce dell'esperienza precedente che alla fine il ministro Brodolini accettò il principio.


Ma lo Statuto fu votato da socialisti e democristiani, il Pci e il Psiup si astennero.


Le loro obiezioni erano sulla seconda parte dello Statuto, quella che riguardava la rappresentanza sindacale. Non sul reintegro per il quale si può dire che non ci fossero più dubbi addirittura dagli anni Cinquanta, dal dibattito seguito al famoso licenziamento per motivi politici del dirigente Fiat Battista Santhià. Ci fu un importante convegno nel 1955 in cui molti giuslavoristi introdussero il tema del reintegro e poi la legge del '66 e infine lo Statuto. Ci vollero degli anni e molti scioperi, tornare indietro rispetto a tutto questo significa non capire cosa vuol dire riconsegnare al datore di lavoro la possibilità di licenziare a propria discrezione.


Ma la riforma Fornero prevede ancora il reintegro per il licenziamento discriminatorio.


Mancherebbe, su quello non ci può essere alcun dubbio. Il licenziamento discriminatorio è un atto nullo per un principio giuridico che non dipende neanche dallo Statuto dei lavoratori, ed è evidente che di fronte a un atto nullo resta in vigore la situazione precedente. Naturalmente la riforma di cui parliamo non dice che il datore di lavoro potrà licenziare a suo piacimento, ma temo che gli effetti saranno questi.


Anche nel caso di licenziamento per motivi economici?


Siamo franchi, quando ci sono delle ragioni economiche reali, una crisi aziendale, si tratta sempre di circostanze oggettive. Ma se il datore di lavoro non riesce a provarle e il giudice stabilisce che il licenziamento è infondato, perché mai non si dovrebbe ripristinare il rapporto di lavoro? Torniamo appunto a prima del '66: sarà possibile liberarsi di un lavoratore pagando. L'imprenditore deciderà solo sulla base dei suoi costi e dei suoi benefici. E dovremmo aggiungere un altro problema.


Quale?


In molti casi persino il diritto al reintegro nel posto di lavoro si è dimostrato insufficiente, per cui più che smantellarlo si sarebbe dovuto renderlo effettivo. Pensi alla vicenda dei lavoratori Fiat a Melfi che l'azienda si è rifiutata di far tornare al loro posto e capirà come ancora oggi il principio trovi difficoltà di applicazione.


Chi parla della fine di un'epoca lo fa anche con riferimento alla mancata concertazione, anche questo è un passaggio epocale?


Mi sorprende che tutti quelli che in questi anni hanno riconosciuto la convenienza della concertazione adesso si rallegrino che sia stata stracciata. Secondo me si tratta di un errore di valutazione, soprattutto da parte del governo che non ricaverà nulla di positivo da questa scelta di rottura. Per venire incontro alle indicazioni di una parte molto liberista dell'Europa, rinuncia alla pace sociale.


La Cgil pagherà l'isolamento?


Dieci anni fa hanno riempito la piazza sull'articolo 18, è impossibile che i lavoratori abbiano cambiato idea. È vero che siamo in crisi ma i principi valgono anche in tempo di crisi. Cominciare a smantellarli è pericoloso perché non si sa mai dove si finisce. È un discorso analogo a quello che si fa sulla Costituzione. Si può cambiare, ma non si può nemmeno immaginare di toccare i principi fondamentali. E l'articolo 18 nel sistema del diritto del lavoro equivale al principio di uguaglianza nella Costituzione.

 

Le radici dell'8 marzo nella libertà della donna

"Raramente si ricorda quando e come nasce in Italia la festa dell’8 marzo: festa che, più precisamente, rinasce, dopo che il fascismo e la prima guerra mondiale l’avevano cancellata", inizia così una nota del Comitato nazionale Anpi.  Che così prosegue:

"La prima volta , si svolge in una Roma da pochi mesi tornata alla libertà e alla pace, mentre metà Paese è ancora impegnato in una feroce guerra contro l’occupazione tedesca e la repubblica di Salò sua alleata e complice. Molte donne, rompendo tradizioni e costumi millenari, sono con i partigiani, in montagna e ovunque nelle città e nei piccoli paesi. Partecipano a scioperi contro la guerra, la fame, la mancanza di combustibili. Clandestinamente, sfidano gli occupanti portando mimose sulle tombe dei Caduti per la libertà.

Vogliamo ricordare questo atto di nascita perché lì stanno le radici di quei movimenti che lungo gli anni sono riusciti a conquistare la piena cittadinanza e tutti quei diritti civili che hanno portato le donne ad entrare nella vita, almeno formalmente, con le stesse opportunità degli uomini. Sottolineiamo “formalmente”, perché nella realtà quotidiana trovare lavoro, percorrere una carriera, crescere i figli (e in molti casi persino decidere di metterli al mondo), sono tornati ad essere ostacoli durissimi mentre i salari molto distanti da quelli ricevuti dagli uomini .
E mentre è di buon augurio il fatto che per la prima volta tre donne siano entrate nel nuovo governo per ricoprire incarichi di primo livello, tante donne competenti e appassionate al loro lavoro che ogni giorno si incontrano nei luoghi più disparati, continuano ad avere una rappresentanza insignificante là dove si esercitano ruoli di direzione nelle più varie attività.

Infine, ciò che più allarma, è la persistenza di un’idea della donna come corpo e bellezza quale principale mezzo vincente per avere successo nella vita. I modelli velenosi sparsi negli ultimi anni in ogni modo per convincere le ragazze che l’uso del corpo è il fondamento di ogni strategia per farsi strada nella vita e ottenere rapidamente riconoscimenti e ricchezza, sono penetrati profondamente nel costume, nell’inconsapevolezza della perdita di dignità e libertà che queste scelte comportano.

L’ANPI, ha tra i suoi iscritti molte donne che sono state in prima fila nella Resistenza come nei movimenti che hanno accompagnato e talvolta guidato le conquiste di questi settant’anni. Oggi, allarmata per l’incerto futuro che si prospetta alle giovani generazioni, vuole ricordare a chi si appresta a progettare il proprio avvenire, che la generazione protagonista della Guerra di Liberazione e della ricostruzione, si trovò a fare i conti con macerie materiali e morali non meno pesanti delle attuali, e che tuttavia riuscì a rimettere in piedi l’Italia attraverso un impegno personale e collettivo senza precedenti.

L’ANPI lavora perché questo tessuto connettivo si ricostituisca e continua ad essere impegnata, accanto a tutte le donne che reagiscono a questo stato di cose, perché riprenda il cammino iniziato tanti anni fa, con tante speranze".
 

DOMENICA 20 NOVEMBRE - APERITIVO PER IL TESSERAMENTO

Una grande giornata per rafforzare le fila dell’antifascismo e il futuro della democrazia.

Così l'ANPI ha immaginato il 20 NOVEMBRE prossimo, data in cui sarà presente nelle piazze italiane per lanciare una grande campagna di tesseramento.

L'Anpi Prato Ovest dalle 11 alle 12,30 presso Circolo di S'Ippolito, Via Visiana 117  offrirà un aperitivo a tutti gli iscritti e i simpatizzanti per l'inizio del TESSERAMENTO 2012.

L'Anpi Prato Nord dalle 11  alle 13 presso la Casa del Popolo di Coiano , Via Bisenzio a San Martino 5 f, vi aspetta per un aperitivo per il TESSERAMENTO 2012. 
 

L'ANPI Nazionale: la chiusura del Museo di S. Anna di Stazzema è un affronto gravissimo all'Italia intera, alle sue radici, al suo futuro

ROMA 11 NOVEMBRE 2011

Il Museo di S. Anna di Stazzema - dedicato alle 560 vittime della strage nazifascista del 12 agosto 1944 - da lunedì sarà costretto a chiudere a causa della decisione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali di tagliare i fondi ad esso destinati.


Tale provvedimento – che denuncia un’assoluta irresponsabilità e inadeguatezza rispetto al dovere istituzionale di tutelare e promuovere la memoria, fondamento primo del vivere civile di un Paese – è un affronto gravissimo ai martiri della barbarie nazifascista, ai loro familiari, alle italiane e agli italiani tutti.
L’ANPI, nel denunciare fortemente questa vergognosa iniziativa del Ministero, fa appello a tutti i democratici, agli antifascisti, ai partigiani, a tutte le coscienze sensibili affinché facciano sentire la propria voce, e dichiarino che la memoria non si tocca.
Perché il cuore della memoria batte nella democrazia, nei diritti. Nella libertà.
Chi tocca S. Anna di Stazzema offende e minaccia tutto questo.


LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

12 novembre - Stati Generali dell'ANPI Toscana

Stati Generali dell’ A. N. P. I. della Toscana: 12 Novembre, Firenze
Firenze, 21 ottobre 2011

Facendo riferimento a ciò che é emerso dal dibattito della riunione del Comitato Regionale Toscano, la Presidenza Regionale Toscana, ha trovato l’accordo con il Presidente Nazionale Smuraglia per un incontro a Firenze, il 12 novembre prossimo, tutto il giorno. Si tratta di una iniziativa che possiamo definire come una riunione degli Stati Generali dell’  A. N. P. I.  della Toscana per dibattere su SITUAZIONE POLITICA, ORIENTAMENTI ed INIZIATIVA dell’ ANPI

Sono caldamente invitati a partecipare: a) Tutti  i membri del Comitato Regionale della Toscana; b) Tutti i componenti dei Comitati Provinciali di tutte le Provincie della Toscana; c) Tutti i Presidenti di Sezione. Inoltre, i Presidenti di Sezione, potranno proporre i membri dei vari  Comitati di Sezione e/o le persone più impegnate della loro sezione.

Invitiamo tutti i Presidenti – ad ogni Livello – ad attivarsi immediatamente per sensibilizzare tutte le persone su indi-cate e segnalarne il numero, sia pure approssimativo,  alla Segreteria Regionale entro i primi giorni di novembre per poter predisporre gli ambienti adatti, rivolgendosi via mail a resistenzatoscana@libero.it oppure a maurosocini@yahoo.it telefonicamente a mauro socini 338 2886447

Ci sembra opportuno sottolineare l’importanza di una giornata in cui tutti i nostri iscritti più attivi potranno incontrare ed ascoltare il Presidente Nazionale ed esporgli le problematiche della nostra Regione; contiamo sull’ immediato impegno di tutti per una massiccia partecipazione.

 

Il convegno sarà aperto dal Presidente Regionale Vittorio Meoni e alle ore 16,30 prenderà la parola il Presidente Nazionale Carlo Smuraglia. Visto il numero dei partecipanti, gli interventi dovranno essere prenotati – abbiamo predisposto una cedolina apposi-ta disponibile all’ingresso del salone – e contenuti in 6 minuti;consigliamo di consegnare il testo scritto dell’intervento.

La giornata inizierà alle ore 9,30 presso il salone della Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, Via San Bartolo a Cintoia 95, Firenze, telefono 0557331074. La giornata terminerà alle ore 17,30. Abbiamo chiesto la preparazione di un pranzo – primo, secondo con contorno, dolce, acqua e vino – il cui costo e’ concordato in €. 12,00: chi VORRA’ USUFRUIRNE, dovrà provvedere alla prenotazione utilizzando gli indirizzi di cui sopra

Grazie per la collaborazione e l’impegno

p. la Segreteria dell’ A.N.P.I.  Regionale della Toscana

mauro socini

Il Comitato Nazionale interviene sui fatti di Roma

Il Comitato Nazionale dell’ANPI,
a fronte dei gravissimi fatti accaduti sabato scorso a Roma; nell’esprimere la più sentita
solidarietà a tutti coloro - e in particolare ai giovani - a cui è stato impedito di esercitare
liberamente e pacificamente un diritto costituzionale, tanto più rilevante in quanto
contemporaneamente veniva esercitato in tutto il mondo (e senza incidenti), ed a tutti
coloro che hanno subito danni dalla violenza di un gruppo di estremisti reazionari;
condanna, nel modo più fermo, il comportamento di coloro che sono scesi in campo solo
per praticare la violenza ed impedire una civile manifestazione di protesta, producendo
danni gravissimi a persone e cose;


ribadisce che è compito dello Stato garantire la libertà di manifestazione del pensiero e la
libertà di riunione, per cui non ha senso rispondere ad un atto di odiosa violenza con divieti
che, prima ed invece di colpire i violenti, finiscono per limitare i diritti dei cittadini, al di là e
al di fuori della Carta Costituzionale;


depreca che una incomprensibile gestione dell’ordine pubblico non solo non sia riuscita a
prevenire quanto accaduto ma addirittura abbia esposto la città di Roma, i manifestanti
pacifici (che peraltro non hanno potuto svolgere la loro manifestazione) e gli stessi agenti
di polizia e carabinieri a subire violenze ed attacchi, non essendo preparati e attrezzati
adeguatamente per respingerli;


si oppone fermamente ad ogni ipotesi di interventi polizieschi ed autoritari sulla scia delle
emozioni suscitate dalla sciagurata giornata di Roma; non è con leggi eccezionali che si
reprime la violenza, ma applicando rigorosamente la normativa vigente e prevenendo ogni
tentativo di violenza;


esprime seria preoccupazione per i rigurgiti di autoritarismo e di fascismo che si
affacciano continuamente, in varie forme, nel nostro Paese approfittando di un “clima”
ritenuto favorevole e della disgregazione della vita politica e istituzionale del nostro Paese;
si appella alla coscienza civile ed alla sensibilità di tutti i cittadini perché rispondano alla
violenza con le armi della democrazia, vale a dire con l’esercizio dei fondamentali diritti
civili e politici, la partecipazione, la manifestazione convinta di una decisa volontà di svolta
e di cambiamento, verso un sistema politico e istituzionale rispondente finalmente ai
principi contenuti nella Costituzione;


ribadisce che solo l’unità di tutte le forze democratiche può salvare il nostro Paese dal
degrado civile, sociale e politico in cui è precipitato e che ormai è divenuto intollerabile per
ogni cittadino consapevole dei diritti inalienabili e degli stessi fondamenti della democrazia.
Roma, 19 ottobre 2011
IL COMITATO NAZIONALE ANPI

Il 2 ottobre a Marzabotto commemorazione dell'eccidio nazifascista

Come ogni anno - su iniziativa del Comitato Regionale per le onoranze ai caduti - il 2 ottobre avrà luogo a Marzabotto (BO) la commemorazione dell’eccidio nazifascista (centinaia di vittime) nel suo 67° anniversario. Un evento che riscuote sempre una straordinaria partecipazione, e che prevede quest’anno la presenza di folte delegazioni dell’ANPI da tutta Italia. Perché Marzabotto è una preziosa occasione di incontro, emozione, memoria, ma anche di riflessione e di assunzione di impegno. Scrive Federico Sandrolini, giovane Segretario della locale Sezione ANPI: “Giungono qui, da tutta Italia, persone di ogni età che simbolicamente identificano in Marzabotto parole come: martirio, sacrificio, Resistenza che sono state i semi che hanno fatto germogliare la nostra Costituzione. Durante l'anno il Parco storico di Monte Sole accoglie 10000 studenti da ogni parte del Paese che vengono a vedere, come disse Calamandrei, uno dei tanti luoghi dove nacque la nostra Carta costituzionale.
Marzabotto vi aspetta…”. A tenere quest’anno l’orazione ufficiale sarà Marta Vincenzi,
Sindaco di Genova.

Marcia della pace PERUGIA ASSISI

L’ANPI Nazionale aderisce alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, che si terrà
il 25 settembre prossimo, condividendone ragioni e finalità. Nel contempo,
richiama la necessità e l’importanza che ogni individuo sia impegnato a
costruire e promuovere ogni giorno, nel proprio vissuto personale, la cultura
della pace e della nonviolenza, un’operazione “dal basso” senza la quale
l’affermazione mondiale della convivenza pacifica rischia di restare solamente
una perenne, seppure suggestiva ambizione: “Ognuno di noi deve stare
dentro la storia da protagonista, con la propria coscienza, sensibilità e
responsabilità” (dal manifesto redatto dalla Tavola della Pace).

6 SETTEMBRE 2011 - 67° anniversario della Liberazione di Prato

La giornata inizierà alle ore 9.30 con la celebrazione in cattedrale della S. Messa. Al temine della funzione, alle ore 10.30, inizierà il corteo per le vie del centro per la deposizione della corona al monumento ai caduti in Piazza delle Carceri.

La sera, alle ore 21, da via VII Marzo partirà la Marcia della Pace per Figline con la deposizione della corona di alloro al cippo dei deportati.

All'arrivo a Figline il corteo proseguirà direttamente verso piazza XXIX Martiri dove sarà deposta la corona di alloro al monumento ai caduti.

Al termine le autorità e i cittadini proseguiranno in piazza dei Partigiani dove sarà allestito un palco dal quale parleranno il Presidente dell'ANPI di Prato, Ennio Saccenti, e il sindaco Roberto Cenni, e dove sarà consegnato un riconoscimento a quattro cittadini pratesi che nel 1944 smontarono i macchinari tessili e li nascosero ai tedeschi, garantendo così l'immediata ripresa del lavoro.

Al termine previsto il concerto bandistico della "Filarmonica Otello Benelli" di Vergaio e un brindisi presso il Circolo XXIX Martiri.

Comunicato sul ripristino delle feste laiche

Roma, 3 settembre 2011
  
"Naturalmente sono soddisfatto di questa vittoria della ragione, del buon senso e anche, me lo si consenta, della forza dei nostri argomenti.

Non sono abituato a cantar vittoria, né tantomeno a rivendicare primazie: devo dire che questa è una vittoria di tutti anche se grande e bella è stata la nostra battaglia di agosto.

Ringrazio tutti i nostri militanti ed i cittadini che si sono impegnati in questo periodo in mille forme. Ringrazio anche i gruppi parlamentari che si sono trovati d'accordo sul sopprimere una norma inutile ed inaccettabile moralmente e politicamente.

Un ringraziamento particolare va al Presidente del Senato per il suo impegno personale in questa vicenda.

Ovviamente dobbiamo restare vigilanti perché ci stiamo abituando alle sorprese più impensate ed ai cambiamenti di rotta: l'iter parlamentare del provvedimento non è ancora ultimato.

Ma confido che, una volta prevalsa la ragione, di queste festività non se ne parli più, se non per festeggiarle tutte insieme come un patrimonio ideale del Paese".

Carlo Smuraglia
Presidente Nazionale ANPI

 

UN NUOVO MODO DI COMUNICARE

Stare al passo con i tempi  utilizzando tutto quello che la tecnologia ci mette a disposizione, è una necessità per continuare a svolgere il nostro ruolo, comunicare i nostri valori, condividere idee ed esperienze, informare con tempestività i nostri iscritti ed i cittadini.

 

Per queste motivazioni, in concomitanza con la prima festa provinciale dell'ANPI pratese, inauguriamo questo sito , che sarà successivamente implementato con contenuti vari, certi di fare una cosa utile gradita.

Ennio Saccenti

ISCRIVERSI ALL'ANPI

Oltre ai partigiani e a chi ha combattuto contro i nazifascisti chiunque condivida i nostri valori può iscriversi all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Dall’articolo 23 dello Statuto:
“Possono essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta:
a) coloro che hanno avuto il riconoscimento della qualifica di partigiano o patriota o di benemerito dalle competenti commissioni;
b) coloro che nelle formazioni delle Forze Armate hanno combattuto contro i tedeschi dopo l’armistizio;
c) coloro che, durante la Guerra di Liberazione siano stati incarcerati o deportati per attività politiche o per motivi razziali o perché militari internati e che non abbiano aderito alla Repubblica Sociale Italiana o a formazioni armate tedesche.

Possono altresì essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta, coloro che, condividendo il patrimonio ideale, i valori e le finalità dell’A.N.P.I., intendono contribuire, in qualità di antifascisti, sensi dell’art. 2, lettera b), del presente Statuto, con il proprio impegno concreto alla realizzazione e alla continuità nel tempo degli scopi associativi, con il fine di conservare, tutelare e diffondere la conoscenza delle vicende e dei valori che la Resistenza, con la lotta e con l’impegno civile e democratico, ha consegnato alle nuove generazioni, come elemento fondante della Repubblica, della Costituzione e della Unione Europea e come patrimonio essenziale della memoria del Paese.”